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La Commissione Europea ha pubblicato uno Strategy Paper in cui si impegna a preferire software Open Source per i futuri progetti di Information Technology.

In particolare "Per tutti i nuovi progetti, dove la distribuzione e l'utilizzo sia previsto anche all'esterno delle infrastrutture della Commissione, il software Open Source sarà la piattaforma di sviluppo e distribuzione preferita

Il commissario agli affari amministrativi Siim Kallas, per bocca della sua portavoce Valeri Rampi ha dichiarato in un’intervista che «non si tratta di una nuova strategia. La Commissione ha avuto una strategia per l’Open Source fin dal 2000, strategia che è stata regolarmente aggiornata man mano che il software maturava e che la nostra esperienza e capacità migliorava. 

E' infatti già nel 2000 la Commissione Europea pubblicava una strategia di intenti che però, fu subito precisato, era stata redatta «principalmente a scopo informativo». Nel nuovo documento, invece, è chiaramente scritto che «per tutti i futuri progetti IT e le future forniture [di software], la Commissione dovrà promuovere l’uso di prodotti che supportano standard aperti e ben documentati

L’interoperabilità è un aspetto critico per la Commissione, e l’utilizzo di standard aperti e diffusi è un fattore chiave per il suo raggiungimento.

La licenza open source dell’Unione Europea (EUPL – European Union Public License)—lanciata nel 2007 e arrivata alla versione attuale EUPL v1.1 nel 2009—aveva come obiettivi primari creare una licenza per il software sviluppato nei progetti della Commissione Europea e stimolare altre pubbliche amministrazioni a rilasciare il loro software come open source.

Tra i princìpi fondamentali essa permette il riuso del software e il miglioramento e la condivisione del codice. La licenza inoltre tiene in considerazione le leggi europee e degli stati membri ed è disponibile in 22 lingue con lo stesso valore legale. 

Il principale problema della attuale versione 1.1 del 2009 è che l’appendice che contiene la lista delle “licenze compatibili” si basa su uno studio del 2006 e, malauguratamente, non include licenze fondamentali nel mondo open source come GNU GPLv3 e AGPLv3. 

Finalmente, la Commissione Europea ha comunicato che la EUPL verrà rivista, con l’esplicito obiettivo di renderla compatibile con GPLv3, AGPLv3 e altre licenze.

Il 18 dicembre è stata avviata una consultazione pubblica per raccogliere commenti, riflessioni e suggerimenti sulla nuova bozza. 

Un altro documento viene reso disponibile per inquadrare il contesto, gli obiettivi e le modalità con le quali si è creata la bozza della nuova versione. 

I commenti alla bozza saranno raccolti fino a metà Marzo 2013, mentre la versione finale della EUPL1.2 verrà pubblicata dalla Commissione Europea nel Giugno 2013.